Cose rilevanti successe negli ultimi venti giorni

22 08 2010

Ho stretto la mano a Jacob Bannon (ma non gli ho chiesto di sposarmi).





i believe in M. more than in the Maya

2 08 2010

Pare sia il 2012, anche se ce lo spacciano per 2010. Ma io non credo in quello che le classi dirigenti dicono, noi non crediamo in quel che le classi dirigenti dicono.
Pare sia il 2012, perché troppe cose che prima parevano se non impossibili, quantomeno improbabili, stanno accadendo, e per giunta una dietro l’altra.
Troppe, non tutte, ché qui si fa presto a far di tutta l’erba un fascio.
Già l’aver trovato il coraggio di svuotare seriamente il mio cassetto dopo anni è un grosso segno, anche perché ho scoperto, fra le altre cose, che a 13 anni, per quanto fondamentalmente deficiente, ero già giustamente scettica riguardo la possibilità di poter predeterminare il futuro. O forse ero solo speranzosa, chi lo sa. Chi si ricorda di cosa c’era nella mia testa dieci anni fa? Fatico a ricordare come fossi messa mentalmente durante l’ultimo anno di liceo, non tanto nei momenti bui di cui mi ricordo fin troppo bene, ma in quelli in cui mi sforzavo di uscire a riveder le stelle, o quantomeno di prendere un po’ d’aria. Raccontandoli settimana scorsa mi sembrava di parlare di un’altra persona. Non scherzo.

Comunque, dicevo, ormai l’improbabile è la norma, anche se ancora ci si stupisce. Niente è più come prima.
A parte il mio autolesionismo, ovviamente. Pare che il 2012, con tutto che è potente e travolgente, non possa risolvere quest’inconveniente.
Credo proprio che mi toccherà conviverci. E magari evitare di alimentarlo ascoltandomi Editors, Interpol e Joy Division per tutta la sera.








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