Lividi e gambe doloranti e volantini raccattati in ogni dove e spillette e non posso ridere che mi fa malissimo la schiena se rido, ma tanto c’è poco da ridere oggi.
Chissà perché il tempo che si impiega ad andar via da Milano è sempre più lungo di quello che ci si impiega a tornare, del tutto inversamente proporzionale alla voglia di allontanarsene e avvicinarsene.
Quello che potrebbe essere. Pensaci. Non troppo, altrimenti diventa autolesionismo.
Mal di testa, c’è una falla nella diga, rappezziamola in fretta prima che esploda e poi son cazzi.
Posso tornare indietro a sabato pomeriggio?
mentre poco fa attimi di gioia esplosiva
mentre fra poco ancora parole e risate
ma adesso solo buio
adesso tutto dentro
tutto così lontano
(Negazione – Tutto dentro)





Ah quindi sei andata.
E sei tornata.
Nel mezzo che successe? Mmm.
tornare indietro sarà bello come tornare avanti.
bisogna solo concentrarsi
è più facile riavvicinarsi perché a un certo punto sopraggiunge un certo masochistico bisogno di tornare per ricordare a noi stessi quali sono esattamente le ragioni per cui stiamo meglio via. o almeno, così pare a me.
e ora che rileggo il tuo post mi rendo conto che forse effettivamente tutto questo non c’entra molto, però lo lascio lo stesso, non si sa mai