Perché per i mammut avere il culone è un pregio e per gli umani no?
No, è lecito domandarselo. Soprattutto dopo che due settimane fa mi son sentita dire da due africani che per avere 21 anni ho il sedere grosso. Che stronzi. Se questo è quel che si guadagna a non essere leghisti bella roba, ecco.
Comunque. Per dare qualche notizia inutile su di me, ho ricominciato a fumare. Adesso devo capire verso quale marca buttarmi dato che in due mesi di non-acquisto mi hanno aumentato le Marlboro di 10 centesimi. Ma potrò morire tranquilla e serena di cancro ai polmoni o infarto o no? Tanto di quello devo morire, comunque, visto che in famiglia son morti tutti per l’uno o l’altro motivo. Dover pagare per morire di una malattia che tanto so giù che mi verrà non ha assolutamente senso. E se qualcuno ha qualcosa da obiettare, lo prendo a roncolate.
Il problema sarà non far capire il fattaccio a mia madre, che era tanto contenta che avessi smesso.
Mia madre, già. Senza di lei è una tragedia in casa. Mi sono resa conto stasera mentre lavavo l’acciaio della cucina e canticchiavo Vasco-quello-di-Ferrara che mia madre è un po’ la Concordia di casa nostra. Quando i retrogradi maschilisti dicono che una donna dev’essere l’angelo del focolare, attenta a tutto ciò che succede in casa e capace di riportare le tensioni entro i ranghi, di attenuare i possibili conflitti e mantenere l’armonia della casa, ecco, mia madre è quel tipo di donna. E rendendomi conto che io sono esattmente l’opposto, dato che dell’armonia me ne fotte una bega, se non ho espresso ed affermato appieno la mia opinione e soprattutto se mi faccio schiavizzare poi faccio una menata tale che alla fine convinco gli altri a sbattersi un minimo, capisco che no, forse non sono tagliata per il ruolo tradizionale di madre e moglie devota.
Anche perché ho giurato a me stessa che non imparerò mai e poi mai a stirare la camicie. Lo metterò per iscritto con l’eventuale sciagurato a cui verrà la brillante idea di vivere assieme a me. Oltre ad una serie di diktat tipo: i piatti li lavi tu; la tua roba stirata te la metti via tu; se non c’ho voglia di fare da mangiare con cagare la minchia, prendi e cucina; pulisci il cesso quando sporchi o pisci fuori; qualsiasi cosa stia facendo, se non ti chiedo una mano non stare in mezzo ai piedi, ci sarà una clausola: le camicie stiratele tu. E se non sei capace vai da tua madre e fattelo insegnare. Idem rammendarti i calzini e cucirti i bottoni, ché io sono impedita con gli aghi. Se accetta, è davvero l’uomo giusto. Altro che affinità intellettive.
Sì, mi sono appena autocondannata alla zitellaggine. Ma l’ho detto, non sono mia madre.





le camicie sono impossibili da stirare, assieme ai pantaloni con la piega…quindi, concordo pienamente con il tuo diktat (oltre che con tutti gli altri, a cui aggiungerei “non voglio figli, ma se un giorno dovessi riuscire ad ubriacarmi e mettermi incinta sappi che finché non compiono dieci anni te ne occuperai TU”)!
Hai almeno risposto a tono ai due tizi lì che hanno discettato gratis complimenti al tuo fondoschiena?
Se ti può consolare, neanche io so stirare le camicie. E vivo da sola da sette anni.
ehm… comunque esistono uomini che sanno già fare tutte
quelle cose. dovresti puntare su uno di quelli
Mi sono brasata il pollice sinistro. Ferro maledetto. Che poi quello di mia madre è semi-professionale, con una caldaia enorme, adesso capisco perché le stiratrici hanno problemi alle ossa!
Le camicie son rimaste lì, tanto male che vada domenica ci pensa mammà.
Iris dopo aver visto il mio futuro capo l’ipotesi figli può anche essere possibile. Ma solo se divento come lei.
Alli, circa, ho borbottato un “ma andate a cagare”, ma ero di strafretta e avevo le scarpe nuove, il mio problema principale era un altro.
Mr Coffee infatti ormai è una delle prime cose che chiedo. “sai stirare? ma che bravo…” “oh, dai, a me piace cucinare, a te no?”.
Ehhhh, Kikka, che argomento hai sollevato! È più o meno quello che sto vivendo io al momento: mia madre è al mare e sono da sola con mio padre che ovviamente lavora tutto il giorno.
Devo pulire, cucinare, stirare e ovviamente finire di studiare. Diciamo che lo sto facendo, sì, ma solo per me stessa. Ho detto a mio padre che avrei pulito le stanze in cui passo io, cucinato solo per me e stirato solo le mie cose. E davvero non so come faccia mia madre, come faccia la tua, come facciano tutte le mogli, a fare tutte queste cose per la famiglia. Io mi cagherei il cazzo al solo pensiero di dover fare la spesa pensando ai gusti di tutti i componenti. Assurdo. A stento ce la farei a dover cucinare per un possibile convivente.
Nono, sto bene da sola.