L’altro ieri sera stavo ripensando alla facilità con cui sono giunta e ripartita dall’Idroscalo senza sbagliare una strada una e senza troppi tentennamenti. A parte il fatto che, ma questo l’ho sempre sostenuto, quando sono da sola col mio Tuttocittà sul sedile del passeggero aperto alla cartina della zona pronto per essere consultato, sono molto più tranquilla e più capace di improvvisare di quando a fianco ho qualcuno che strilla: “Ma dove vai?” “Ma sei sicura che dovevi girar di qua?” eccetera. Ma poi, tutto sommato, la strada da casa mia all’Idroscalo è facile. E non significa Tangenziale Est->Tangenziale Nord->brevissimo tratto dell’A4. Significa i vari vialoni. Che sono una cazzata, uno dice, perché basta andar sempre dritto…’Sti ciufoli. Perché fino a Loreto tutti tranquilli, poi lì scatta il panico.
Loreto è la piazza più bastarda di Milano. Perché se per caso fai la cazzata di stare centrale e non esterna, da certe parti non puoi girare. Ti tocca prendere la prima via e cercare di tornare in quell’odioso piazzale e rifarti il giro come i Simpson in Francia. Idem al ritorno. Perché anche lì, se non azzecchi il giro giusto e la direzione giusta, se non sai o non intuisci subito se girare alla prima o alla seconda, ma soprattutto se non sei sicura di essere su Viale Brianza e temi di esser finita in Buenos Aires finché non vedi la lapide col nome della via su un edificio poco prima del semaforo ovviamente lampeggiante, son cazzi, ecco.
Una cosa sola voglio dire. Ma perché a Milano i nomi delle vie sono su lapidi murate agli edifici e non su simpatici cartelli posti su un palo all’inizio della strada e ben più visibili? E non tirate fuori la spiegazione del vandalismo. Secondo me, lo fanno apposta per far diventare matta la gente, farla girare a vuoto e tener così costante il livello dello smog. Ché Milano, senza smog, risulterebbe desmilanesada.
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Tra le piazze più bastarde di Milano ci metterei anche piazza Firenze.
Eh nemmeno lei scherza.
Però frequentandola più spesso mi procura meno scompensi.
Minchia, ma allora non siamo stati gli unici a perderci a Loreto! Pure i milanesi lo fanno!
Da allora lì ci arriviamo solo con la metro. E sticazzi.
Va be’ che il mio senso dell’orientamento a Milano fa cagare, ci siamo persi pure nei dintorni di Maciachini per cercare parcheggio e io non distinguo veramente niente.
Esempio di dialogo tra me e mio padre nei pressi del Naviglio Grande: io “Ah, un fiume… Un naviglio.” padre “Sì, il Grande” io “Ah, la Martesana” padre “Chill ruoss, scem” (trad. “quello grosso, stupidina“) . Fino al 2000 ho creduto che Martesana e Naviglio Grande fossero lo stesso.
Comunque, i nomi delle via sulle lapidi murate agli edifici stanno anche a Napoli tant’è che son dovuta entrare spesso nelle strade per sapere checcazzo di via era.
ahah no, non avrei mai deciso consapevolmente di cambiarmi la finale per sport, potendo scegliere avrei preferito la completa omonimia, il mio orecchio sensibile mi avrebbe dato ragione XD
quanto a Milano, la prima delle due volte che ci son stata giravamo a piedi nei dintorni di piazza Duomo e siamo riuscite a perderci in un modo che ha dello straordinario. Non oso immaginarmela in macchina con me alla guida, non perché manchi il senso dell’orientamento ma perché è ben radicata l’attitudine al turpiloquio automobilistico…