Stamattina/ ho dato l’esame di Museologia e Museografia/ Leggi dati e informazioni varie/ Una gran rottura di palle. / Il corso in sé/ è stato inutile e latore di nullità/ Ma ha una drammatica lacuna/ L’assistente/ è un giovanotto rigidamente alternativo supponente e antipatico / Se la tira da paura, insomma / e nonostante si cerchi di andargli simpatico/ con una tesina/ non ti si fila per niente / Il lavoro è suo / ma sembra un commesso della Standa / la vigilia di Natale / e sul suo viso campeggia una scritta enorme / “Perché lo faccio? / Non vedi che io non ci vorrei stare qui?” / Parlo dell’aziendalizzazione museale / e gli dico che si attua nella gestione di personale e risorse/ Con la solita faccia / mi risponde col suo tono sarcastico standard/ e dice rassegnato / “Beh, sì, non proprio” / Poi un lampo di vita / Si ridesta dai suoi pensieri troppo alti e scollegati / e mi comunica deciso / “In realtà il processo di aziendalizzazione/ comprende altri aspetti che mi dovrebbe approfondire”/ Ora capisco / Il mio essere in quest’uni / gli trasmette un orientamento politico/ deplorevole/ “Ma io lo so che vuoi che io dica TORNACONTO ECONOMICO / arrogante scribacchino / indegno di Marx, Adorno e Marcuse/ alternativo dei miei coglioni / che quando io vado al Venticinque Aprile / tu sei a prendere il sole al lago” / Me ne vado / me ne vado / e lo odio / Quattro ore dopo / ha finito di interrogare / e il docente legge i voti da lui assegnati / guardalo, quel lurido clerk! / Ecco perché quell’aria da stronzetto compiaciuto! / E tutto torna, alla fine / Lo scemo / voleva una conferma della veridicità delle sue tesi sinistroidi. / Ho preso 27 / scuoto la testa / e vado a registrarlo./ Brutta bestia / l’intellettualismo di sinistra. *
(In realtà quel 27 non me lo sono meritata per niente, ma pure lui s’è divertito a pungolarmi con quel suo “approfondiamo quest’aspetto”. Eccheccazzo. Ma vuoi che dopo tre anni di storia dalla prospettiva marxista non sappia come renderti soddisfatto? Int’u culu!)
* mi scusino gli Offlaga Disco Pax ed in particolare Max Collini per il pessimo adattamento della geniale Tono metallico standard ma l’ho sentita prima di dare l’esame e poi la descrizione del gestore del negozio coincide esattamente con il personaggio che è l’assistente.
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Avevo scritto un commento sul come non avessi capito appieno quello che ti aveva chiesto l’assistente, ma mi sa che WordPress se l’è magnato. Ha avuto un momento di defaillance di splinderiana memoria.
la domanda era un po’ sempre: “ma approfondiamo quest’aspetto”. in quel caso si trattava del processo di aziendalizzazione dei musei. una questione noiosa quanto assolutamente semplice: ricerca di profitto.