Sono uscita dall’uni stamattina che mi cantavano anche gli occhi. Fortuna che avevo i miei fedelissimi occhialoni da agente segreto o più semplicemente molto tamarri, così ho evitato la figura dell’ebete giuliva.
E mentre cercavo di attraversare in fretta, perché i semafori della circonvallazione esterna sono, come dire, alquanto rapidi, pensavo che Hold on, because you’re strong dovrei trasformarlo nel mio mantra personale. Magari scrivermelo su una maglietta. O scriverlo su una parete della mia futuribile casa. Perché è la verità, in fondo. Perché in certi momenti me lo scordo ma è innegabile che sia così. Che in realtà la mia anima è di acciaio. So resistere, e resisto. Mi distruggo pezzo per pezzo. Ma poi mi ricostruisco da capo. Ex novo. Perché in fondo si tratta giusto di trovare la spinta adatta. La spinta, le motivazioni, gli spunti. Qualche piccola soddisfazione. Una giornata andata bene, in cui nessuna delle cose in programma ha presentato intoppi. Piccole sorprese.
Si ricomincia, un’altra volta.
E chi se ne frega che non sarà quella definitiva…
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..Sono commossa, grazie.
Troppo gentile.
(Che generazione.)
G.
“Una giornata andata bene, in cui nessuna delle cose in programma ha presentato intoppi.”
Ho scritto praticamente la stessa cosa.
Tutto ciò mi inquieta.
bello, bello, bello.
è un post che fa piacere leggere, ed è pure quello che vorrei poter scrivere io; forse il momento non è lontano, ma mi trattengo per scaramanzia…